DAL 15 al 29 Novembre 2025 ( mostra prorogata)

 

Lo spazio delle donne

 

Visioni e scenari tra fotografia installazioni e pittura

“Nella costruzione di un nuovo linguaggio, era importante mettere a fuoco delle figure e delle situazioni spaziali

emblematiche che restituissero visibilità a quello che è stato spesso oscurato negli anni”.

(Daniela Brogi Lo spazio delle donne Einaudi 2022)

 

La mostra si ispira al libro di Daniela Brogi che, considerando gli “spazi possibili delle donne” si avvale, come filo

conduttore del discorso, di alcune figure emblematiche come: l’abisso, la mappa, il recinto di minorità, l’interstizio.

 

Le autrici dell’esposizione hanno adottato questa traccia per evidenziare sia gli spazi di azione e ricerca delle donne

”lontano da stereotipi, pregiudizi o aspettative” sia il proprio percorso individuale e collettivo di sperimentazione ed

evoluzione, reso visibile facendo riemergere dagli archivi personali opere con nuovi significati e elaborazioni.

 

La mostra si snoda negli spazi del Forte Mezzacapo: ex polveriera, luogo maschile di guerra e armamenti, dove i muri

portano ancora i segni del passato. Nelle varie stanze, sale, magazzini, dormitori, batterie si distribuiscono le opere

seguendo questa traccia e organizzandosi in modo da sviluppare momenti tematici comuni.

 

All’origine, distribuite lungo tutto il percorso visitabile, stanno le Matres Matutae, Madri Italiche precristiane, divinità

della terra che governano i raccolti e la fecondità delle genti, assise in trono in un atteggiamento maestoso che ricorda

la Dea Madre e ci riporta a Maria: il femminile è il nucleo del divino. Compaiono, queste ieratiche figure, come

testimoni ancestrali del lento cammino delle donne attraverso le società e il tempo.

 

All’inizio della visita si entra nella stanza dell’Abisso, curata da Lucia Bertato e Cleo Rizzo, dove riemergono, dalla

“pattumiera della storia” in cui erano finite, le biografie di donne dimenticate, oscurate dai colleghi, mariti o familiari

maschi. Donne che hanno tracciato la strada nell’arte, nella scienza e nella cultura.

 

Si associano a questi profili le fotografie di Daniela Rizzo, amica fotografa mancata nel 2017, una vita difficile vissuta

con coraggio e ironia alla quale è stata dedicata, nel 2018, un’ampia mostra al Forte Mezzacapo.

 

Nelle installazioni della sala adiacente si espone un tributo alle fotografe dall’Ottocento ad oggi e alle scrittrici

contemporanee, oltre a foto-rievocazioni di cortigiane, letterate e monacate veneziane.

 

Le due stanze successive ospitano La Mappa, con Il Viaggio di Annina, percorso esistenziale sulle vie del treno, della

visione e della memoria e la sequenza foto-pittorica dal treno: movimento di trasformazione, scoperta e metamorfosi.

 

La Mappa accoglie storie dal mondo come quella dell’eroina indiana Phoolan Devi e delle Svelate, figure che disegnano

Lo spazio del coraggio e della resistenza, nel tentativo di uscire da un Recinto di minorità: luogo fisico e psicologico in

cui sia la cultura orientale che occidentale trasformano le donne in esseri invisibili, chiuse in luoghi e condizionamenti

che le allontanano dagli spazi pubblici del lavoro, della cultura, dell’alfabetizzazione.

 

Seguendo il binario del lungo corridoio si accede a 4 stanze, ex depositi di proiettili. Nella prima si ritrova uno spazio

del coraggio nell’esperienza di due artiste resistenti: Pippa Bacca, nel suo viaggio in abito da sposa finito tragicamente

e Zhera Dogan, artista e giornalista curda incarcerata in Turchia.

La riflessione sulla violenza è affrontata nelle stanze successive: gli spazi dell’Interstizio.

 

Violenza fisica e psicologica, rappresentata nelle simboliche vittime e negli autori dei crimini, resa dalla

Grande bellezza che permane, nonostante le ferite della vita, grazie alla resistenza delle donne e alla ricerca della

propria forza interiore.

 

Nel corridoio si collocano, come riflessione, denuncia, speranza, grida, le opere sulla Pace, richiamo e vicinanza a tutte

le donne nei luoghi di guerra.

 

Infine l’ultima stanza: Il colore per attraversare il trauma. L’autrice, cantante jazz, attraverso la pittura trova

espressione “per oltrepassare il trauma che per tante vicissitudini la vita ti lascia nel corpo e nella mente”.

 

Proprio come un suono inaspettato, un’improvvisazione jazz “il colore mi ipnotizza e scaturisce”.

 

LIBERO COLLETTIVO DI FOTOGRAFE.

Maria Antonietta Barnaba Annalisa Ceolin Roberta Ceolin Maria Letizia Gabriele Roberta Lotto Marina Luzzoli Maria Cristina Marzola Collettivo spontaneo nato recentemente. Aggrega fotografe con diverse esperienze che, attraverso un proprio sguardo creano un mosaico visivo attento alla diversità, alla forza e alla capacità di mutamento e trasformazione delle donne.

 

PAOLA FURLANO Cantante jazz professionista, recentemente si avvicina alla pittura attratta dal colore e dalla compenetrazione tra le due forme espressive. “La musica trasforma il tempo in spazio, la pittura lo spazio in tempo” LUCIA BERTATO Attivista nel volontariato sociale e nell’associazionismo. Collabora alla elaborazione e programmazione di eventi culturali.

 

CLEO RIZZO Nipote di Daniela Rizzo. Presidente dell’Anpi, sezione di Martellago e tra le fondatrici del Collettivo femminista di Martellago.